Tommaso Bresolin matricola 2143029

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LA STORIA

Le testimonianze più antiche del passato di Pederobba sono rappresentate da vari reperti di età romana. Lo stesso toponimo deriverebbe dal latino petra rubra (“pietra rossa”), in riferimento alla caratteristica pietra rossa della località.

Si ritiene che allora questa fosse una zona di transito, visto il passaggio della via Claudia Augusta Altinate, forse coincidente con l’attuale Feltrina, e la posizione a ridosso del Piave.

Tale caratteristica fu mantenuta anche in epoca successiva: la presenza di numerosi luoghi di culto affacciati alla strada fa pensare al passaggio di pellegrini. Attorno al 1000 furono istituite le pievi di Pederobba e Onigo, mentre sarebbero più antiche le chiese di Levada e Curogna, entrambe intitolate a san Michele.

La zona fu legata a lungo agli Onigo, feudatari che risiedevano in un castello presso l’omonima frazione, di cui ancora resta qualche rovina. La zona fu sconvolta così nelle lotte che, durante il XIII secolo, contrapposero a questi gli Ezzelini.

Passata alla Serenissima, si ebbe una certa ripresa economica, con la costruzione di mulini e opifici. Pederobba divenne tra l’altro sede di uno dei più importanti mercati di biade del Cinquecento.

A Venezia successero poi i domini napoleonico e austriaco. L’amministrazione imperiale tentò di dare impulso all’agricoltura locale. Tuttavia tra la popolazione rimasero diffuse fame e povertà e molti furono costretti ad emigrare.

Passata al Regno d’Italia, Pederobba fu devastata durante la grande guerra in quanto, dopo la rotta di Caporetto, si ritrovò in corrispondenza del fronte del Piave e in prossimità di Grappa e Montello. Testimonianza ne sono i vari monumenti sorti nel territorio, tra i quali spicca il Sacrario Francese di Pederobba.

La ripresa del secondo dopoguerra ha reso oggi Pederobba uno dei principali centri artigianali e industriali della pedemontana del Grappa.


PASSEGGIATE NELLA NATURA

Pederobba è un comune ricco di fascino, situato in una posizione privilegiata ai piedi del Monte Grappa e del Monfenera, due massicci che dominano il paesaggio e regalano una cornice naturale di grande impatto.

Il territorio è caratterizzato da un’abbondanza di aree verdi, boschi rigogliosi e scorci collinari che si aprono verso le montagne, rendendolo un luogo ideale per chi desidera immergersi nella natura. La zona offre numerosi percorsi escursionistici, adatti sia agli appassionati di trekking che a chi preferisce passeggiare con calma: dai sentieri panoramici che risalgono le pendici del Grappa, ai tracciati più ombreggiati e tranquilli del Monfenera, ogni camminatore può trovare l’itinerario perfetto.

Oltre alla bellezza dei suoi paesaggi, Pederobba conquista anche per la quiete del suo ambiente rurale e per l’autenticità che si respira tra borghi, vigneti e piccole località immerse nel silenzio. È una meta ideale per chi cerca una pausa rigenerante, un contatto diretto con il territorio e un modo lento e consapevole di vivere la montagna.

https://www.passeggiatetreviso.it/passeggiate-pederobba

“video del giornale nostrano QDP News che mostra la natura di Pederobba”


CIMITERO MILITARE FRANCESE

Il Sacrario Francese di Pederobba è il grande monumento commemorativo che si staglia lungo la strada tra Treviso e Feltre e custodisce le spoglie dei soldati transalpini caduti sul fronte italiano durante la Prima Guerra Mondiale; la sua imponente muraglia e il gruppo scultoreo centrale lo rendono uno dei luoghi della memoria più visibili del territorio. (Wikipedia)

Esso raccoglie complessivamente circa mille salme di militari francesi — appartenenti alle divisioni dislocate sul Massiccio del Grappa e nelle operazioni attorno al Monte Tomba — e riporta, inciso sulle lastre, i nomi dei caduti (numerosi sono stati identificati, pochi i resti rimasti ignoti). (massicciodelgrappa.it)

Il complesso fu concepito dall’architettura monumentale di stampo classico-modernista (tra le fonti è indicato l’intervento dell’architetto Camille Montagne) e fu inaugurato nel giugno 1937, in contemporanea con il sacrario «gemello» italiano di Bligny in Francia: un atto celebrativo che volle sottolineare la fratellanza d’armi italo-francese dopo il conflitto. (Wikipedia) La struttura stessa — una lunga parete di pietra scandita da nicchie e dominata dal gruppo scultoreo che raffigura le «Madri» di Francia e d’Italia che sorreggono il figlio morto — vuole simbolicamente richiamare l’idea di un argine contro l’avanzata nemica e il prezzo del sacrificio collettivo.


La scelta di Pederobba come sede del sacrario non è casuale: il comune si trova in posizione strategica a ridosso del fiume Piave e alle pendici del Massiccio del Grappa, un settore che fu teatro di duri scontri e di complesse operazioni militari (tra cui le azioni per il controllo del Monte Tomba) e che, nella fase finale della guerra, funse da punto nodale per concentrare artiglieria e forze alleate sul fronte del Piave. (massicciodelgrappa.it)

Per chi visita Pederobba, il Sacrario è quindi non solo un luogo di raccoglimento e memoria, ma anche un punto di osservazione privilegiato per comprendere il ruolo cruciale che questa porzione di territorio ebbe nella Grande Guerra e per leggere nel paesaggio — tra fiume, colline e pendici montane — le tracce delle battaglie che lo segnarono. (frontedelpiave.info)

“immagine del cimitero militare francese”


MOSTRA MERCATO MARRONI DEL MONFENERA

La Mostra Mercato dei Marroni del Monfenera è senza dubbio la festa più sentita e rappresentativa di Pederobba: ideata nel 1974 da alcuni cittadini con la Pro Loco per valorizzare il ricco patrimonio boschivo della zona e il prezioso “Marrone del Monfenera”, è diventata nel tempo un evento di punta per tutta la comunità. (marronidelmonfenera.it) La manifestazione, che si svolge ogni ottobre per tutto il mese, non è solo una sagra gastronomica ma un vero e proprio momento di aggregazione culturale: tra le strade del centro si alternano mercatini di artigianato, stand enogastronomici con piatti a base di castagne, dolci tradizionali, musica, spettacoli e laboratori per bambini. (Itinerari nel Gusto)

I Marroni del Monfenera sono un’eccellenza locale riconosciuta anche con il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) dal 2009, che tutela questa varietà specifica di castagna coltivata in 19 comuni della pedemontana del Grappa. (Wikipedia) Il legame storico con il territorio è profondo: la castanicoltura nella zona è documentata fin dal XIV secolo e ha rappresentato per secoli una risorsa alimentare ed economica fondamentale. (Wikipedia) Negli anni ’80, la produzione aveva attraversato un momento di difficoltà, ma grazie al rilancio dato proprio dalla Mostra Mercato molti boschi sono stati curati, i castagneti potati e ripopolati, e la tradizione è tornata viva con forza. (marronidelmonfenera.it)

La festa ha ricevuto riconoscimenti importanti: ad esempio, nel 2019 la Pro Loco di Pederobba ha ottenuto il prestigioso marchio “Sagra di Qualità” da UNPLI, assegnato a livello nazionale solo a una ventina di sagre che promuovono prodotti tipici e tradizioni locali. (marronidelmonfenera.it) Anche il suo 50° anniversario, celebrato nel 2024, ha catalizzato l’attenzione: la comunità si è mobilitata con eventi speciali, confermando quanto la manifestazione sia parte integrante dell’identità pederobbese. (Qdpnews) Infine, merita ricordare che grazie all’importanza territoriale e gastronomica dei marroni, Pederobba è stata presente anche all’Expo di Milano: lo storico borgo e il suo prodotto tipico hanno così avuto una vetrina internazionale. (Wikipedia)

In sintesi, la Mostra Mercato dei Marroni del Monfenera non è soltanto una festa: è un laboratorio vivo di storia, cultura rurale, impegno ambientale e passione locale, che celebra ogni anno il frutto del bosco come simbolo di radicamento e rinascita.

“Volantino ufficiale della Mostra Mercato Marroni del Monfenera”


ALTRE ATTRAZIONI

Oltre alle sue attrazioni principale, Pederobba racchiude altri luoghi di grande fascino che ne arricchiscono l’identità culturale e naturalistica. Tra questi spicca la Villa Conti d’Onigo, una dimora settecentesca posta su via Roma, costruita tra il XVII e il XVIII secolo su un vasto complesso agricolo di proprietà della nobile famiglia Onigo: al suo interno si trova ancora il sacello di Guglielmo e Teodolinda d’Onigo, figure di rilievo storico per il territorio. (Catalogo Beni Culturali) La villa è oggi soggetta a interventi di restauro, a testimonianza dell’importanza architettonica e storica che riveste nel paesaggio pederobbese. (operepiedionigo.it)


Allontanandosi leggermente, sulla dorsale del Monfenera, sorge la chiesetta di San Bastian (alias San Sebastiano), un piccolo tempio ricostruito nel 1969 dopo le distruzioni della Prima Guerra Mondiale: l’edificio attuale, progettato dall’architetto Giacomo Bresolin, è dedicato anche ai caduti delle guerre e offre un belvedere panoramico sul Piave e sulle colline circostanti. (microturismodellevenezie.it)

Infine, non può mancare una menzione all’Oasi Garzaia, gestita un tempo dalla LIPU, un’area protetta di circa 163 ettari lungo il fiume Piave, dominata da boschi ripariali di pioppi e vegetazione tipica, dove nidificano gli aironi: un vero angolo di natura che testimonia la ricchezza faunistica del territorio. (lipu.it)

“immagine Villa Conti d’Onigo”

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